Cuneo

Cuneo è la terza tappa del tour dei capoluoghi di provincia piemontesi in bici. Nonostante il forte caldo, Luigi ed io (più Luigi che il sottoscritto) decidiamo di continuare il nostro tour puntando a sud. E’ la volta di visitare il capoluogo della Granda (soprannome dovuto all’estensione della provincia) per scoprire le sue bellezze. Mi affido a Luigi e i suoi appunti.

Balziamo sul treno all’ultimo secondo (come sempre) e appendiamo le bici ai ganci. Le nostre due compagne di viaggio, a vederle così, sembrano due salumi appesi in verticale. Dopo 1h e 10 minuti arriviamo e ci mettiamo subito in sella per cercare un bar per la seconda colazione. Usciamo da Piazzale della libertà e imbocchiamo Corso Monviso con poca convinzione.

La direzione, infatti, risulta subito sbagliata (non si sa per dove) e torniamo indietro. Prendiamo Via Michele Coppino, ovviamente contromano, fino ad arrivare al famoso Corso Nizza. Lo percorriamo quasi tutto e l’indecisione cresce tra bar poco convincenti e panetterie piene di gente. Per un kebap è presto e le pasticcerie espongono prezzi da gioiellerie. Continuiamo.

Un po’ sconsolati ci feriamo in un bar in Piazza Europa. La brioche sembra fatta con le spugnette per lavare i piatti ma almeno il caffè è decente. Bagno super trendy ma avrei preferito una brioche meno cartonata. Luigi chiede info ad una coppia di indigeni sul monumento alla resistenza e decidiamo di metterci in sella perchè si sta facendo tardi.

Affidandoci alle indicazioni di Trip Advisor (e ancora mi domando il perchè) prendiamo Corso Galileo Ferraris e subito notiamo lo stile neoclassico della Parrocchia Cuore immacolato di Maria. Che “S. E.” sia stato devoto della Vergine? Pedaliamo oltre e arriviamo in Viale Degli Angeli. Villette e case basse. “Ca ci sta a ggente chi i piccioli!” esclama Luigi. Concordo.

Andando avanti e indietro rimaniamo affascinati da Villa Paviolo e finalmente troviamo, poco più in la, il Monumento alla Resistenza. Molto bella anche la Palazzina Galliano in Viale degli Angeli angolo Via Luigi Parola. Osserviamo (io un po’ perplesso) il monumento della Curva di Peano nel punto verde tra Corso Marconi e Corso Garibaldi. Poi…l’illuminazione!

Anzi, doppia illuminazione! L’ascensore inclinato panoramico (gratis e trasporta le bici!!!) e, nella stazione a monte, una colonnina con attrezzi vari e una pompa per gonfiare le gomme! Stento a crederci ma è maledettamente vera. Rimaniamo piacevolmente sorpresi da tanta attenzione verso i ciclisti. A Torino non mi sembra di aver mai visto nulla di simile.

Ci dirigiamo verso Piazza Tancredi Galimberti e ne rimango sorpreso dalla grandezza. Imbocchiamo Via Roma e iniziamo a zigzagare tra i turisti. Davvero caratteristici i portici e le viuzze laterali da paesino di provincia piuttosto che da capoluogo. Andiamo avanti fino ad arrivare al municipio e troviamo un matrimonio alternativo. Noto una Becks in mano alla sposa!

Mi fermo un attimo a debita distanza per non apparire nelle foto ufficiali e, soprattutto, per sentire i commenti di Luigi notoriamente avverso al matrimonio. Una capatina veloce alla Chiesa di Santa Croce che affascina con i colori grigio-blu dei marmi venati e ci dirigiamo alla Chiesa di San Sebastiano in Contrada Mondovì. L’appetito aumenta e ragioniamo sul da farsi.

Decidiamo di spostarci di nuovo in Piazza Galimberti per avere più scelta ed incrociamo i novelli sposi. A questo punto non mi faccio scappare l’occasione e li fermo per fare una foto con loro. Scopriamo che sono una coppia di ciclisti e ci consigliano di fare un giro nel parco fluviale Gesso e Stura. Li ringraziamo per la cortesia e ci mettiamo nuovamente in sella. Ora cerchiamo il cibo.

Di fronte alla chiesa di San Sebastiano c’è la sinagoga e affianco leggo “Eianda Sapori Genovesi”. Subito il pensiero va alla voce inconfondibile di Fabrizio De Andrè e immagino di trovarmi a due passi dal mare. Mi risveglio da questo estivo micro sogno ad occhi aperti e, col dubbio, lasciamo Contrada Mondovì per la turistica Piazza Galimberti ed i suoi negozi affollati.

Sempre più indecisi su cosa mettere sotto i denti, alla fine optiamo per un trancio di pizza. Ci fermiamo da Europizza (Piazza Galiberti 11) e dopo il primo morso capiamo che la scelta è stata giusta. Un attimo di relax e poi un caffè al Caffè Nazionale qualche metro più in la. C’è ancora tempo prima del treno e decidiamo di fare un giro veloce col consiglio dei novelli sposi.

Scendiamo da Viale degli Angeli e imbocchiamo la ciclabile sterrata che costeggia il Torrente Gesso. Temperature elevate, assenza completa di aria e pochissime indicazioni. Pedaliamo in direzione nord fino alla piscina comunale e prendiamo l’ascensore inclinato. Ancora uno sguardo ammirato alla colonnina con gli attrezzi per le bici e optiamo per un gelato.

Anche questa volta, giusto per evitare sorprese a fine giornata, optiamo per Grom sempre in Piazza Galiberti. Ci gustiamo il gelato all’ombra e poi percorriamo un’ultima volta Via Roma fino al fondo. Arriviamo, quindi, al cuneo di Cuneo. Una foto al cartello “Discesa del Gas” e scendiamo dalla circonvallazione nord per capire che non ci porta a nulla. Torniamo su.

Andiamo nuovamente in direzione sud ovest e prendiamo Corso Soleri fino ad arrivare in Via Caduti sul Lavoro. Ci fermiamo due minuti ad ammirare il ponte e poi ci ricordiamo che tra pochi minuti dovremo prendere il treno per tornare a Torino. Prendiamo quindi Lungostura Ventiquattro Maggio e pedaliamo fino alla stazione in Piazzale della Libertà stanchi ma contenti.

Biglietto andata: 7 euro – Biglietto bici: 3,50 euro – Totale (A/R + bici): 17,50 euro

Cosa ho apprezzato: Sicuramente le dimensioni contenute della città, tutto Viale degli Angeli (e la sua ciclabile) ma anche Piazza Galimberti e tutta la zona a nord con le sue viuzze e i portici. Bello anche il parco fluviale Gesso e Stura con i suoi sterrati che la prossima volta esplorerò meglio ritagliandomi il giusto tempo. Straordinario l’ascensore inclinato che porta le bici!!!

Cosa non mi è piaciuto: Avrei sperato, sinceramente, di vedere qualche rastrelliera in più. Diciamo che parcheggiare le bici non è stato sempre semplice. Altri aspetti negativi non mi sembra di averne trovati.